U17: CENTESE-CONSANDOLO 1-1

U17: CENTESE-CONSANDOLO 1-1

Cuore, Orgoglio e .. una beffa nel finale

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La partita giocata questo mercoledì 11 marzo tra Centese e Consandolo ha raccontato, ai presenti allo stadio di San Matteo della Decima, perché il calcio sia lo sport più bello di tutti.
La gara era molto importante per entrambe le squadre, poiché poteva significare lo strappo definitivo in classifica per il terzo posto, con vista sul secondo.
La Centese arrivava a questo incontro con tante assenze per infortunio (tanti auguri di pronta guarigione a Gamberini, che ha subìto una frattura del perone) e per impegni scolastici. Nell’undici iniziale, infatti, ben quattro elementi erano dell’annata 2010, ai quali si aggiungevano gli unici tre giocatori in panchina, anch’essi del 2010.
I timori di una partita segnata erano leciti. Ovviamente non per le qualità e le abilità dei nuovi innesti, ma per il fatto che nessuno di loro avesse mai giocato dall’inizio né con i titolari né insieme, e per tutta la durata della gara. Ma proprio qui arriva il primo segnale della bellezza del calcio.
Fischio d’inizio: passano i minuti e Govoni, Barrientos, Salah, Zgjana e Ouakib mostrano sicurezza, capacità tecniche e impegno, come se fossero veterani della categoria. La Centese spinge e proprio Govoni, con un tiro da fuori area, sfiora il palo della porta avversaria.
Piccaglia, Flores e Tedeschi gestiscono le sfuriate degli ospiti che, al di là di qualche corner insidioso bloccato con abilità da Biondi, non producono pericoli particolari. Si va così all’intervallo a reti inviolate, ma con una Centese assolutamente padrona del campo.
Nel secondo tempo i nostri ragazzi pigiano decisamente il piede sull’acceleratore e costringono gli avversari a chiudersi nella propria trequarti, fino quasi a scomparire dal campo.
La pressione dà i suoi frutti quando, poco dopo il decimo minuto, Ayman è lesto a mettere in rete il pallone dell’1-0.
La Centese continua a spingere e Ayman, Serra e Barrientos vanno più volte vicinissimi al gol, a pochi centimetri dal raddoppio.
I nostri ragazzi, sfiniti ma tenaci e per nulla arrendevoli, come lo spirito centese insegna, negli ultimi minuti, pressati dal forcing avversario, cercano di portare a casa il risultato. Ed è qui che arriva l’altro momento topico del piacere calcistico.
L’arbitro, fino a quel momento perfetto nella direzione della gara, assegna tre minuti di recupero. Tre minuti eterni, infiniti, che scorrono come ere terrestri, come secoli.
Sulla panchina centese tutti seguono quel cronometro che sembra fermo, guasto forse, che non si sposta da quei maledetti secondi…finché finalmente arriva il fatidico terzo minuto di recupero.
Fine? Assolutamente no.
L’arbitro, chissà perché, decide di andare avanti. Tre minuti e dieci secondi: i nostri tengono botta. Tre minuti e venticinque secondi: il pubblico di casa chiede il triplice fischio. Tre minuti e quarantacinque secondi: l’arbitro sta portando il fischietto alla bocca e, proprio in quell’istante, il numero 10 avversario fa partire l’ultimo disperato tiro verso la porta difesa da Biondi.
Un tiro sporco, lento, che rimbalza male sul terreno duro. Biondi lo sfiora, lo tocca appena. La palla finisce sul palo e, piano piano piano, danza sulla linea di porta.
Sono istanti lunghissimi….uno strano silenzio cala sul campo….quella maledetta ultima palla decide di oltrepassare la linea bianca fatidica, sospesa tra gioia e disperazione.
È il gol del pareggio!
L’arbitro emette quattro fischi: uno per convalidare il gol e il triplice fischio di fine partita.
Che beffa!
Testa al prossimo e ultimo incontro.
Noi saremo sempre lì ad urlare: “Forza Centeseeee!”