UNA PRESENZA SILENZIOSA: IL MAMMO

UNA PRESENZA SILENZIOSA: IL MAMMO

Da tifoso storico a grande collaboratore: una vita in biancoazzurro.

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Non lo senti arrivare. Non lo vedi andare via. Eppure Luciano Govoni — per tutti semplicemente il Mammo — c’è sempre stato. E c’è ancora.
Lo trovi la mattina presto a San Matteo della Decima a rifinire le righe del campo. Lo trovi al Parco del Reno attrezzato come un palombaro a diserbare. Se c’è da spostare, da fare, da sistemare — il Mammo è già lì.
Ma non è solo questo. Perché nei giorni di gara il Mammo si trasforma: diventa il direttore del servizio biglietteria e controllo ingressi, preciso, rigoroso, fedele alle direttive della società come un orologio svizzero. Accoglienza tifosi, accoglienza stadio — tutto sotto il suo occhio vigile. Spesso affiancato dalla sua amata nipotina, che oltre a dargli una mano preziosa è — diciamolo chiaramente — decisamente più bella di lui. 😄
Diversamente giovane (quasi 80 anni, ma col cuore di un ragazzino), lui la Centese l’ha vissuta quando la Centese si viveva sul serio: le trasferte mitiche degli anni ’80, Galatina, Matera, i campi caldissimi della Serie C2, dove si rischiava anche la pellaccia. Accanto a lui, i compagni di mille avventure — Alfredo Petrone, Ivan Santi, Pietro Manfredini, i fratelli Gottero, Baddy Ardizzoni e suo fratello, un giovanissimo Riccardo Bertelli detto Gundam con il suo tamburo, e tanti altri che la lista non finirebbe mai. Tifosi con la T maiuscola, prima che esistesse persino la parola ultras. I Ribelli, la neonata sezione della Ceres — roba che chi c’era sa.
Grazie Mammo. 💛💙