Dopo l’ultima partita di campionato, chi porta nel cuore i colori BiancoAzzurri, vive un sentimento diviso a metà; il pareggio contro il Sant’Agata per 0 a 0, porta con sé l'amarezza di aver perso l’occasione di essere i primi in classifica, dall’altra la consapevolezza di essere ancora imbattuti. Un vero peccato, dato che i nostri ragazzi portano in campo tanta energia e determinazione, ma allo stesso tempo continuano a pagare il prezzo di una squadra rifondata quasi da zero, in cui le alchimie di gioco sono tutte da costruire col tempo. 

Finalmente però la porta rimane inviolata, segno che la crescita nel reparto difensivo è in corso, senza contare che il goal annullato, con una sentenza arbitrale che lascia non pochi dubbi, ci avrebbe consegnato un sentimento totalmente diverso. Certo bisogna riconoscere che di errori ne commettiamo tanti, troppi, faticando a concretizzare azioni che con un pizzico di lucidità in più sarebbero indubbiamente da goal.

Ma come spesso ricorda il mister Mario Lega e i giocatori stessi, questo campionato è molto lungo e ci vuole tanta umiltà, perché nonostante la Centese sia indubbiamente un team che quest’anno ha una rosa invidiabile, nessuna delle squadre avversarie del girone è da sottovalutare. Lo ricorda bene il Ds Malaguti a chi gli chiede come vede la prossima partita contro il Frugersport: “sarà nuovamente una partita molto dura, ma mettiamocelo in testa, quest’anno con queste squadre, nessun match sarà una passeggiata”.

Siamo comunque tra le prime posizioni della classifica, secondi solo al Pontelagoscuro, per un misero punto, basta una domenica per riportarci primi; bastano quei tre punti che fatichiamo a trovare in trasferta, ma fortunatamente la prossima partita è in casa.

Dunque, un motivo in più per esserci domenica alle 15:30 nel nostro amato stadio Loris Bulgarelli, per sostenere i nostri ragazzi e ricordargli che sebbene la strada sia ancora lunga, noi faremo quella strada sempre insieme; perché nonostante il duro allenamento, il campionato si vince solo con il cuore.

Georges Savignac



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